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Assicurazione sul mutuo

I 3 tipi di assicurazione sul mutuo


Assicurazione sul mutuo
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Se stai per accendere o rinegoziare un mutuo è inevitabile: qualcuno ti parlerà di assicurazioni, e presto o tardi dovrai decidere (o ri-decidere) come assicurarti. La legge non lo impone, ma nessuna banca oggi concede un mutuo senza qualche tipo di protezione assicurativa.

Dal momento che poi le banche hanno da tempo cominciato a vendere anche assicurazioni perché con i mutui i margini sono ridotti all’osso, probabilmente riceverai qualche proposta di assicurazione sul mutuo direttamente in fase di trattativa.

In questo articolo voglio spiegarti con chiarezza quali sono i 3 tipi di assicurazione che normalmente la banca ti propone con il mutuo, e come distinguere tra tutele superflue che sono solo una zavorra per le tue rate e tutele utili che potrebbero salvare la tua famiglia.

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1 - Il minimo sindacale: l’assicurazione scoppio e incendio per il mutuo

Non conosco nessun mutuatario che non sia stato obbligato a stipulare almeno questa polizza. Non si tratta di un obbligo di legge, ma di fatto nessuna banca concede un mutuo senza questa protezione.

La polizza scoppio-incendio per il mutuo è semplicemente la garanzia scoppio-incendio che si trova in qualunque polizza casa, e sostanzialmente ripaga i danni alla casa se questa brucia completamente.

È senz’altro una tutela importante, ma per capire se stai comprando la polizza giusta devi fare molta attenzione a un dettaglio: la cifra assicurata deve corrispondere al valore di ricostruzione a nuovo della tua abitazione. Il valore di ricostruzione a nuovo è la cifra necessaria per ricostruire la casa.

Ti faccio questa raccomandazione perché le banche commettono spesso l’errore di assicurare la casa basandosi sul valore del mutuo o addirittura per il suo valore commerciale. Questo perché ciò che importa alle banche è in primo luogo tutelare il loro investimento.

Il problema, però, è che così facendo generano una situazione di tutela parziale o superflua: se il valore del mutuo o il valore commerciale fossero infatti inferiori al valore di ricostruzione a nuovo, in caso di incendio ti verrebbe indennizzata una cifra insufficiente.

Se, al contrario, fossero superiori, finiresti per sborsare una cifra più alta per un massimale più alto, ma in caso di incendio la polizza ti liquiderebbe comunque il valore di ricostruzione a nuovo (per legge è vietato ottenere dall’assicurazione una cifra più alta rispetto al danno effettivamente subito).

Inoltre devi chiederti: la polizza incendio e scoppio è sufficiente per proteggere il mio bene?

In realtà i danni che una casa potrebbe subire sono molti di più del “semplice” sviluppo di fiamma: danni da acqua, da eventi atmosferici, da terremoto, da responsabilità civile e molti altri (che dettagliamo nella nostra guida all’assicurazione casa) potrebbero essere danni altrettanto pesanti per la tua situazione economica.

2 - L’assicurazione vita per il mutuo

Un mutuo è un impegno finanziario spesso a lunghissimo termine e si sa, i debiti fanno sempre un po’ paura. Molte persone, quindi, quando accendono il mutuo sentono il bisogno di una garanzia molto importante: la garanzia cioè che se dovesse succedere il peggior imprevisto del mondo, cioè un decesso prematuro, i familiari non saranno gravati da questo peso economico.

Ecco quindi che la tua banca potrebbe proporti insieme al mutuo anche la stipula di un’assicurazione vita per il mutuo.

Dell’assicurazione vita per il mutuo abbiamo parlato in un altro articolo, e non posso che ribadire quanto già affermato, ovvero che è una tutela più che utile.

Il problema, tuttavia, è quando l’assicurazione vita serve unicamente a coprire il mutuo.

Spesso infatti la polizza vita per il mutuo proposta dalla banca è una Temporanea Caso Morte a capitale decrescente: una polizza vita cioè il cui massimale diminuisce di anno in anno, parallelamente alla diminuzione del debito residuo.

Facciamo un esempio: il tuo mutuo ammonta a 150.000 € (per comodità dimostrativa non teniamo conto degli interessi). Il primo anno, la polizza Temporanea Caso Morte a capitale decrescente ti assicura quindi con un massimale di 150.000. Siccome però ogni anno paghi 6.000 € di mutuo, anche il massimale assicurato dalla polizza vita a capitale decrescente diminuisce ogni anno di 6.000 €: così il secondo anno il tuo capitale assicurato sarà di 144.000 €, il terzo anno di 138.000 € e così via fino all’estinzione del mutuo.

Questa formula ha il vantaggio di essere più economica rispetto a una polizza TCM a capitale costante, ma ha un grosso problema: protegge la banca e non la tua famiglia.

Se dovesse verificarsi un decesso prematuro, infatti, la liquidazione verrebbe utilizzata per chiudere il mutuo, e ai tuoi familiari superstiti non resterebbe nulla. I tuoi familiari superstiti dovrebbero cavarsela con un solo stipendio.

Ora, è vero che il mutuo è un impegno importante, ma è anche vero che è solo una delle tue tante spese familiari.

Secondo l’ISTAT, una coppia senza figli spende in media 2.558,92 € al mese, una coppia con 1 figlio 2.689,96 € e una coppia con due figli 3.016,54 €. La spesa media della famiglia mono-genitore, invece, ammonta a 2.412,73 €.

“Certo, ma ci sarebbe una persona in meno e non ci sarebbe il mutuo da pagare” dirai giustamente tu.

E infatti, sempre secondo le stesse medie ISTAT, in questa situazione la spesa media sarebbe ridimensionata:

  • Persona sola senza mutuo - 1.189,13 € al mese
  • Monogenitore senza mutuo - 1.494,75‬ € al mese

Contando che lo stipendio medio italiano è attorno ai 1.500 €, il margine in alcuni casi ci sarebbe, ma si tratterebbe comunque di vivere ai limiti delle proprie possibilità.

Poi certo, uno può sempre dire “mia moglie/mio marito è una donna/un uomo forte, troverà il modo di arrangiarsi”, e anche questo ragionamento va benissimo.

Quello che però spesso non si calcola è che con un decesso in famiglia ci sarebbero da affrontare anche questioni ereditarie.

Nel caso di semplici conviventi, per esempio, una parte se non tutta la casa andrebbe ai parenti del deceduto: fratelli, sorelle, genitori e così via. Il partner superstite, per tenersi la casa, dovrebbe necessariamente liquidare la quota spettante a questi eredi legittimi. Dove troverebbe i soldi? In questo caso non potrebbe neppure usare la liquidità del partner defunto, perché anch’essa andrebbe in eredità ai parenti. E a questo punto arrangiarsi diventerebbe più difficile.

Anche nel caso in cui la coppia sia sposata potrebbero poi esserci dei problemi, dal momento che al coniuge spetterebbe il 66,66% del patrimonio totale, mentre ai genitori o ai fratelli spetterebbe il resto. Se poi di mezzo ci fossero anche figli minori le cose potrebbero essere addirittura più complicate, dal momento che il coniuge potrebbe avere liberamente accesso solo al 50% dell’eredità, mentre per utilizzare il resto del patrimonio avrebbe bisogno dell’autorizzazione del giudice tutelare.

Insomma, una polizza vita che protegge il mutuo metterebbe sì a posto la banca, ma lascerebbe in sospeso altre importanti questioni che potrebbero avere dei risvolti molto complicati e costosi per i parenti che restano in vita.

3 - L’assicurazione contro la perdita del lavoro

Una delle preoccupazioni più diffuse in chi si appresta ad accendere un mutuo è l’obbligo di continuare a pagare le rate anche in caso di disoccupazione.

Le banche lo sanno e hanno quindi l’abitudine di proporre le cosiddette Creditor Protection Insurance, polizze che pagano le rate del mutuo al posto del mutuatario qualora costui non sia più in grado di farlo per alcune ragioni.

Queste formule fanno leva su una paura molto sentita, ma purtroppo sono prodotti dispendiosi che in cambio di un premio a volte anche molto elevato offrono davvero una protezione scarsa.

Infatti ciò che propongono è coprire il pagamento delle rate per un periodo limitato di tempo: 6, 12 o 24 mesi, per quello cioè che le brochure informative definiscono come il “periodo necessario a trovare un altro lavoro”.

Se ti stai chiedendo perché definisco poco conveniente questa protezione apparentemente così utile, la spiegazione è molto semplice: mettiamo che tu paghi un mutuo di 500 € al mese, e che questa “assicurazione contro la perdita del lavoro” ti garantisca il pagamento delle rate per 24 mesi. Tradotto economicamente, questo vuol dire che questa polizza ti garantisce, sostanzialmente, un capitale di 12.000 € in caso di perdita del lavoro. Una cifra un po’ bassa, non credi?

Se proprio volessi avere questa assicurazione a tua disposizione, puoi assicurarti da solo tenendo 12.000 € in un conto separato dal conto corrente che usi per le spese quotidiane: non è una cifra impossibile da accumulare, e se la banca deciderà di concederti il mutuo è probabile che la tua liquidità sia già pari se non superiore a questa somma.

Questa garanzia della Creditor Protection Insurance (che come dice il nome proteggono il creditore, cioè la banca, e non il debitore, cioè tu) può anche essere prestata in altri casi:

  • Invalidità totale Permanente da Infortunio o malattia (in genere non inferiore a percentuali di invalidità molto alte)
  • Inabilità temporanea Totale da Infortunio o malattia
  • Ricovero ospedaliero

Anche questi sono in effetti casi in cui pagare le rate del mutuo potrebbe diventare difficile se non impossibile; ma mentre per infermità temporanee vale quanto detto prima sull’autoassicurazione, per le invalidità o le malattie gravi e permanenti un capitale di due anni di mutuo è decisamente insufficiente, di qualunque entità sia la rata che stai pagando (senza contare che in questi casi le rate del mutuo diventerebbero l’ultimo dei tuoi problemi).

Conclusioni

Decidere di acquistare la casa è una decisione importante, ma per quanto grande sia si inserisce in un contesto economico più grande, che è il tuo contesto economico familiare. Proteggere l’acquisto della casa per essere sicuri di non perderla è una decisione saggia, ma la casa non è l’unico valore che una famiglia ha da perdere.

Se vuoi scoprire quali sono le aree della tua economia familiare che devi proteggere per tenere al sicuro non solo la tua casa, ma anche tutti i tuoi cari, puoi compilare il nostro questionario Business Plan Familiare.

In 10 giorni lavorativi riceverai un report di analisi della tua situazione, scritto da uno dei consulenti del mio team sulla base delle tue risposte.

Photo di Adam Tinworth on Unsplash

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