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Il primo comandamento della polizza infortuni

Il primo comandamento della polizza infortuni


Il primo comandamento della polizza infortuni
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Se volessimo dare una spiegazione formalmente corretta, diremmo che la polizza infortuni serve a due cose:
Garantirti un'indennità in caso di invalidità permanente;
Rimborsarti le spese mediche conseguenti a un infortunio.

La definizione tecnica delle prestazioni di un'assicurazione infortuni è tutta qui.

Ma limitarsi a elencare gli aspetti tecnici di questa polizza vuol dire non dedicare abbastanza attenzione alla vera funzione di una polizza infortuni, al suo vero scopo.

E il vero scopo di un'assicurazione infortuni è dare la possibilità a chi ha subito un grave incidente di essere nuovamente felice.

Se ti senti personalmente responsabile della felicità delle persone a cui vuoi bene, in questo articolo scoprirai che esiste sempre un piano B, anche per gli eventi più drammatici.

Perché in questo articolo non ti racconterò "i vantaggi della polizza infortuni" e altre questioni commerciali; ti spiegherò, con parole che con le assicurazioni non c'entrano niente, perché una polizza infortuni può fare la differenza tra una vita felice e una vita infelice.

Tanto per cominciare lascia perdere la parola "infortunio". Perché se ti dico "infortunio" probabilmente ti viene in mente la caviglia di Van Basten o la gamba rotta che ti ha costretto alle stampelle per un mese, ma questo ti metterebbe fuori strada.

Una polizza infortunio ha a che fare con la dignità di una persona.

E se pensi che stia esagerando, o che la mia è un'opinione interessata, senti questa: l'assicurazione per gli infortuni è così importante che la stai già pagando, anche se magari non lo sai.

In che senso?
Nel senso che ad assicurarti contro gli infortuni è lo Stato, e il premio di questa assicurazione lo paghi con i tuoi contributi previdenziali.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalle basi.

A cosa serve veramente una polizza infortuni

La cosa che voglio farti capire con questo articolo è che c'è una sola garanzia veramente fondamentale in una polizza infortuni: la garanzia per l'invalidità permanente.

Di tutte le altre possiamo poi parlare. Sono anche quelle importanti e vanno certamente considerate, ma se non capisci per prima cosa perché l'invalidità permanente è così importante, potresti comprare l'assicurazione infortuni sbagliata, spendendo tanto per garanzie che magari sono accessorie.

La garanzia per l'invalidità permanente dice che se un evento procura una certa percentuale di invalidità permanente all'assicurato, l'assicurazione gli eroga un capitale pattuito.

Perciò, il primo comandamento di una polizza infortuni è questo: il massimale per il capitale erogato in caso di invalidità permanente deve essere il più alto possibile.

Cosa vuol dire più alto possibile? Vuol dire 300.000 €, 500.000 €, o anche 1.000.000 €.

Perché?

Perché da questa cifra potrebbe dipendere la felicità futura di una vita, tua o delle persone a cui vuoi più bene.

Ti spiego cosa intendo, perché se sto usando un termine tanto impegnativo come "felicità" c'è un motivo.

Non sono Osho né tantomeno uno psicologo, perciò non starò qui a fare filosofia spicciola. Ma in qualità di essere umano so che siamo felici quando possiamo realizzarci come esseri umani nel modo che crediamo migliore per noi.

In pratica, possiamo essere felici solo se siamo liberi. Senza fare tanti giri di parole, quando le nostre scelte sono limitate da qualcuno o qualcosa di esterno, viene limitata anche la nostra felicità.

Essere liberi significa fare delle scelte: scegliere di viaggiare, scegliere un percorso formativo o professionale soddisfacente, scegliere di sposarsi, di avere una casa propria, di andare al cinema il giovedì sera o di sostenere una causa in cui si crede.

Ora, un incidente che porta a un'invalidità grave è un evento tragico sotto tutti gli aspetti. Ma una delle cose più terribili sono proprio le limitazioni che ti si parano davanti come muri insormontabili che si mettono tra te e quello che vuoi fare.

Tutto diventa difficile, anche le cose più semplici come cucinare, o andare in bagno. Chi affronta una disabilità deve imparare da capo a fare le cose.

Per una persona fisicamente integra, che può camminare, che ci vede e ci sente, questo drammatico destino è praticamente impossibile da immaginare.

Ma anche una persona colpita da grave disabilità può scegliere cosa fare della sua vita.

E persone molto più autorevoli di me hanno dimostrato che anche dopo questi eventi trovare la realizzazione personale è possibile.

Parlo di esempi illustri come Zanardi e Bebe Vio, i nostri beniamini nazionali, o gli atleti paralimpici di tutto il mondo, o altre migliaia di eroi che non conosciamo, e che vivono una vita piena e soddisfacente, pur convivendo con una grave disabilità.

Parlo di Manuel Bortuzzo, il ragazzo finito vittima di una sparatoria vigliacca a Roma, che di recente ha dichiarato "Ho guardato avanti, le cose belle sono di più".

Anche dopo un evento gravissimo, insomma, essere felici è possibile.

Sarò sincero: sarebbe davvero presuntuoso da parte mia dire che, se capitasse a me una disgrazia simile, ne verrei fuori senz'altro. Perché dopo certe batoste rialzarsi è davvero dura. Ci vuole una tempra eccezionale, e bisogna diventare qualcuno che non si è mai stati.

Però posso dirti una cosa: in caso di incidente grave, vorrei avere a disposizione tutti i mezzi per provarci. E siccome anche solo provarci vorrebbe dire iniziare una nuova vita, vorrei avere i mezzi economici per iniziarla al meglio. Questi mezzi economici, oggi, mi verrebbero garantiti dalla mia polizza infortuni.

E naturalmente, vorrei dare le stesse possibilità anche a chi mi sta vicino: la mia compagna, i miei fratelli, il mio nipotino.

I costi dell'invalidità

Affrontare una disabilità con i propri soldi e farlo con un capitale di 500.000 € sono due cose molto diverse.

Ci sono tantissimi aspetti da considerare in un percorso riabilitativo, e qualunque professionista che lavora sul recupero di chi ha subito un evento traumatico te lo può confermare.

Una delle certezze è che l'invalidità ti mette di fronte a un cambiamento.

Il capitale della polizza infortuni può darti la libertà di scegliere il percorso di questo cambiamento senza badare a spese.

Perché l'amara verità è che per avere la libertà di ricostruirsi una vita servono soldi. E le spese mediche - che pure la polizza infortuni può coprire - sono solo un tratto della montagna da scalare.

Per esempio, chi non può più muoversi in autonomia deve ristrutturare casa per renderla adatta alle nuove necessità. L'orizzonte di chi è in sedia a rotelle è più basso di chi può stare in piedi; i fornelli diventano irraggiungibili, come anche i bicchieri nella credenza, o l'erogatore della doccia.

La casa di un disabile deve avere caratteristiche precise, dall'arredamento alla larghezza delle porte delle stanze.

Chi ha limiti motori deve cambiare auto, e magari anche cambiare palazzo perché il condominio in cui abita ha delle barriere architettoniche insormontabili, come per esempio un ascensore che manca.

Per non parlare poi degli aiuti psicologici, dell'assistenza sanitaria professionale, degli svaghi. O del fatto che devi imparare da capo a fare le cose, come leggere se sei cieco, parlare con gli altri se sei sordo e così via.

Il massimale da invalidità permanente della tua polizza infortuni deve essere il più alto possibile, per darti la possibilità di preparare al meglio una seconda vita.

L'alternativa è affrontare spese alte come le onde dell'oceano con i risparmi che si hanno da parte. E sai cosa vuol dire questo?

Vuol dire svuotare il conto in banca nel giro di pochi mesi.

Vuol dire affidarsi a strutture pubbliche in cui la priorità è l'ottimizzazione dei costi.

Vuol dire trasformare i membri della famiglia in infermieri, perché anche gli assistenti sanitari hanno un costo, e nessuno può sapere per quanto tempo potrebbero essere necessari.

La polizza infortuni non salva la vita solo all'infortunato ma anche a chi gli sta vicino, che senza un capitale adeguato verrebbe condannato (o condannata) a una vita al capezzale del disabile.

La garanzia di invalidità permanente di una polizza infortuni serve per tornare a vivere dopo un terribile incidente.

Un capitale serve per esempio per reinventarsi una professione: per frequentare corsi di specializzazione necessari a riqualificarsi professionalmente, e tornare a essere un membro attivo e produttivo della società anche con una grave menomazione.

Oppure, se si è giovani, può servire a correggere il proprio corso di studi. A imparare cose nuove, cambiare abitudini.

Un capitale può garantire l'accesso a strutture sportive specializzate, che stanno diventando sempre più decisive per il recupero fisico e psicologico delle persone colpite da disabilità.

Insomma, una polizza infortuni non può evitare magicamente una tragica fatalità. Ma può essere lo strumento per superare questa fatalità e il mezzo con cui raggiungere comunque una realizzazione personale.

Per questo ho detto che una polizza infortuni è un modo per prendersi cura della felicità delle persone a cui vuoi bene: perché è la garanzia che se la vita li metterà alla prova e farà vacillare le loro speranze in un domani felice, tu avrai tutti i mezzi che ti servono per sostenerli e nutrire la loro fiducia nel futuro.

Come integrare la polizza infortuni in un piano assicurativo

Arrivato a questo punto potrei dirti che con la polizza infortuni "proteggi te e chi ami", o che "dài serenità alla tua famiglia", come recitano gli slogan che trovi in tutte le pubblicità di banche e assicurazioni.

La verità però è che la polizza infortuni è sicuramente uno dei pezzi più importanti di un piano assicurativo di base, ma da sola è una coperta troppo corta.

Un'invalidità permanente infatti può essere dovuta a un infortunio, ma non solo.

Tra le cause di un'invalidità permanente ci può essere infatti anche una malattia; in campo assicurativo, essere assicurati per l'invalidità permanente da infortunio non è la stessa cosa che essere assicurati per l'invalidità permanente da malattia.

Per questo una protezione veramente completa contro gli eventi gravi della vita integra l'invalidità permanente da malattia e quella da infortunio.

In giro puoi trovare delle soluzioni preconfezionate, ma ti avverto: per avere dei massimali adeguati a costi sostenibili ti serve personalizzare queste soluzioni.

Come puoi fare?

Qui le cose si complicano un po', perché bisogna valutare caso per caso. Le variabili sono tante, prima tra tutte la tua età e quella dei tuoi familiari: se un incidente invalidante può accadere in qualsiasi momento, una malattia è meno probabile per le persone giovani. Il reddito è un'altra di queste importanti variabili. In base a queste considerazioni, si possono modulare diversamente le coperture necessarie.

L'obiettivo è sempre ottimizzare la soluzione.

Per esempio, nella tua polizza auto potresti avere già inserito una garanzia per gli infortuni del conducente, che vale solo per gli incidenti in auto. In questo senso una polizza infortuni generale ti coprirebbe di più, e contemporaneamente ti permetterebbe di eliminare queste garanzie dalla polizza auto, pagandola meno di quanto fai oggi.

Insomma, un piano assicurativo è da valutare nel suo complesso caso per caso. Per questo il Business Plan Familiare è il primo passo per qualsiasi consulenza che svolgo.

Se ti interessa saperne di più, scrivimi o contattami: analizzeremo insieme la tua situazione per costruire la protezione su misura più adatta alla tua famiglia.

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