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Assicurazioni e biciclette

Cosa hanno in comune un assicuratore e un biciclettaio


Assicurazioni e biciclette
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Fin da quando ero piccolo ho avuto una passione ossessiva per i manubri delle biciclette da corsa. È una vera e propria fissazione estetica che conservo ancora oggi. Sarà il design da battaglia, sarà il nastro che lo ricopre, sarà la posizione dei freni, ma un manubrio da corsa ha per me un fascino tanto magnetico quanto irrazionale, dal momento che il ciclismo non è mai stata una mia passione.

Un po' come succede agli appassionati di sneakers da basket, che magari non hanno mai toccato un pallone da basket in vita loro.

Perciò, ho sempre desiderato montare un manubrio da corsa sulla mia bicicletta. Il problema, però, è che non ho bisogno di un manubrio da corsa.

Se uso la bicicletta, infatti, la uso per andare al lavoro. A Milano, che non è esattamente il territorio più adatto a una bicicletta sportiva (e al suo relativo manubrio). Per pedalare in questa città un manubrio da corsa non solo è inutile, ma è anche scomodo, perché ti costringe a una postura che va poco d'accordo con frenate brusche e uno zaino da pc sulle spalle.

Ecco perché il mio biciclettaio di fiducia si è sempre rifiutato di vendermi un manubrio da corsa.

Naturalmente avrei potuto fare valere i miei diritti di cliente che ha sempre ragione. Avrei potuto dirgli che il suo parere di esperto non mi interessava e chiedergli di montare un manubrio da corsa sulla mia bicicletta non da corsa.

Non l'ho fatto per una semplice ragione: come assicuratore, anch'io ho a che fare con persone che vorrebbero comprare qualcosa di cui non hanno bisogno.

Anche a me, infatti, arrivano richieste di "manubri da corsa", che nel mio caso sono la *polizza per la casa*, la polizza medica, la polizza vita.

Certo, il mio mestiere è vendere polizze, come il mestiere del mio biciclettaio è vendere componenti per biciclette.

Ma se mi comportassi come un "distributore di polizze a comando" non farei il bene dei miei clienti, e quindi neanche il mio.

I "distributori di polizze" infatti fanno esattamente quello che dici, esattamente come lo dici. E a meno che tu non sappia redigere un contratto di polizza di tuo pugno, questo significa che ometteranno informazioni importanti, solo per farti contento.

Esattamente come un manubrio da corsa, infatti, le polizze sono solo dei pezzi che dovrebbero appartenere a qualcosa di più ampio, e cioè un piano di protezione. E proprio come una bicicletta, ogni piano di protezione deve essere progettato per un "terreno" specifico: la tua vita.

Se lavori su una linea di montaggio e hai due figli, il tuo piano di protezione deve essere diverso da quello di un single in carriera con un RAL da 150.000 € all'anno.

È dal contesto che si deve partire, non dal singolo "pezzo". Esattamente come una bicicletta.

Biciclette sbagliate

(Nell'immagine sopra: se non abiti al polo nord, ci sono biciclette più adatte di questa)

Se monto un manubrio da corsa su una bicicletta che uso per andare al lavoro solo "perché mi piace", non faccio il mio bene; allo stesso modo tu non fai il tuo bene se compri una polizza per proteggere "una certa cosa", solo perché quello è l'evento che ti spaventa di più.

Ragionando in questo modo ti proteggi da un solo tipo di danno: quello che in base alla tua esperienza è più probabile che accada.

Purtroppo è molto difficile uscire da questo atteggiamento mentale, perché tutto il marketing assicurativo ti rema contro. Per una semplice ragione: è più facile venderti polizze per cose che ti fanno già paura, senza doversi scomodare a fare informazione su temi nel migliore dei casi scomodi, e nel peggiore "da menagramo".

E sai di cosa abbiamo più paura, come esseri umani? Dei rischi che conosciamo.

Per questo in Italia i pochi che si assicurano vogliono proteggere la casa: perché i danni alla casa sono frequenti e sotto gli occhi di tutti.

Intendiamoci: non sto dicendo che non dovresti assicurarti la casa. Sto solo dicendo che i rischi che conosciamo spesso non sono i rischi più pericolosi che corriamo. Anzi, in genere è vero il contrario: conoscere i rischi ai quali siamo esposti è una prima forma di protezione, ed è meglio di niente. Ignorare un rischio, invece, ci porta a ignorare le sue possibili conseguenze, e quindi a essere ancora più indifesi.

La prima parte del lavoro di un assicuratore è analizzare i rischi che corri: questo vuol dire alla richiesta "La chiamo perché mi serve la polizza X" un preventivo per la polizza X è la risposta più sbagliata che possa esistere.

In questo sito puoi trovare un sistema studiato per dare una risposta razionale alle giuste esigenze di protezione familiare: si chiama BUSINESS PLAN FAMILIARE, ed è un vero e proprio metodo: parte dall'analisi dei rischi per scattare una fotografia della tua situazione familiare, patrimoniale e professionale, e individuare con quanta più precisione possibile le aree della tua vita che richiedono vera protezione.

E la buona notizia è che per il momento questa analisi è gratuita: basta andare alla pagina in cui ti spiego come funziona il BUSINESS PLAN FAMILIARE e compilare il questionario.

Se vuoi avere una valutazione della tua esposizione economica in questo momento clicca sul link, e otterrai un dossier personalizzato sul tuo stato di rischio. Potrai usarlo come "mappa" per creare il tuo piano di protezione su misura, senza doverti per forza affidare a pacchetti preconfezionati con garanzie scarse o inesistenti.

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Foto di Markus Spiske da Pexels e Hagbard su Flickr

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