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Proteggere la Responsabilità Civile della tua famiglia

Sai come proteggere la tua famiglia da questo pericoloso articolo del codice civile?


Proteggere la Responsabilità Civile della tua famiglia
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Qualche giorno fa mi sono preso un pomeriggio libero per portare al parco il mio nipotino Stefano, di 4 anni. I suoi genitori erano impegnati, e il loro complesso sistema di babysitteraggio incrociato fatto di nonni, prozie e vicinato questa volta aveva fatto cilecca, lasciando me come ultima spiaggia.

(Non che io non sia un babysitter eccezionale, ma di solito il pomeriggio lavoro.)

Ho accettato la missione molto volentieri, perché non c’è niente di meglio che assaltare navi, essere Gattoboy e sconfiggere il robot rosso con la spada di fuoco. Anzi, dovrei farlo più spesso.

A un certo punto però c’è stato un piccolo (e innocuo) incidente che mi ha fatto pensare.

È successo mentre Stefano tentava di salire sullo scivolo-elefante scalandolo al contrario. In cima allo scivolo infatti c’era una bambina, che dopo qualche istante di attesa aveva deciso che ne aveva abbastanza di quei vani tentativi di arrampicata, e che per lei era arrivato il momento di scendere. Così, incurante dell’ostacolo umano, si era data una spinta ed era scivolata giù, travolgendo nella discesa l’ardito scalatore.

Se hai dimestichezza con gli scivoli sai che questo incidente è tutt’altro che una rarità, e puoi ben immaginare cosa è successo dopo: lacrime, strepiti, appelli alla giustizia.

A quel punto la madre della bimba - che un po’ era imbarazzata, ma un po’ era convinta che avrei dovuto dire a Stefano di spostarsi - prende la figlia e le ordina ciò che ogni genitore prima o poi ha ordinato al figlio in un parco pubblico: “Chiedi subito scusa”.

Naturalmente pochi secondi dopo l’incidente era dimenticato.

Perché un assicuratore ti sta raccontando questo episodio?

Perché tra il chiedere scusa e le assicurazioni esiste una connessione più intima di quello che potresti pensare.

Perché vedi, se a un bambino basta chiedere scusa con le parole, per un adulto (un adulto che vuole dirsi tale) le parole non sono sempre sufficienti. Almeno non secondo la legge.

Un adulto è infatti tenuto ad assumersi la responsabilità di quanto ha fatto, dove “assumersi la responsabilità di quanto ha fatto” sta per “rispondere del danno provocato”, qualunque esso sia.

Lo dice l’articolo 2043 del Codice Civile:
Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

In breve, se un bambino fa un danno deve chiedere scusa; se un adulto fa un danno, deve mettere mano al portafogli.

Se ci pensi non è solo un obbligo di legge; è anche una questione di civiltà. E d’altra parte la legge ha proprio questa funzione: regolare la convivenza civile.

Pensa se un giorno un tizio perdesse il controllo del suo monopattino elettrico, e andasse a sbattere contro il finestrino della tua auto parcheggiata, frantumandolo in mille pezzi e regalandoti un bel conto di 200 € di carrozziere.

A questo punto, questa persona avrebbe due scelte.

Potrebbe semplicemente dileguarsi, lasciando il tuo finestrino rotto (e danneggiando così anche la tua fiducia nel prossimo).

Oppure potrebbe lasciarti un biglietto con i suoi estremi, così da darti la possibilità di ricevere il giusto risarcimento.

(Certo, potrebbe lasciare anche un biglietto di scuse senza firma, ma questa fattispecie rientrerebbe nel primo caso.)

Tu cosa faresti?

Prendiamo un altro caso.

Un giorno, giocando a calcetto con gli amici, un avversario ti causa - pur involontariamente - un brutto infortunio: la frattura della tibia, o magari la rottura del legamento crociato. Questo ti obbligherà ad assentarti dal lavoro, a sostenere spese mediche e probabilmente a sottoporti a fisioterapia per parecchio tempo. Tutte cose piuttosto costose. Credi che sarebbe giusto sobbarcarti da solo il costo di un evento che non è dipeso da te?

Ebbene, per una legge creata allo scopo di regolare la vita collettiva non è giusto. Per la legge chi rompe paga.

Ora, nonostante questa sia senza dubbio una legge equa, di certo è anche una legge spietata.

Perché questa legge ti obbliga a risarcire qualunque danno illimitatamente, senza nessun riguardo per i tuoi risparmi, per la tua situazione familiare o per l’involontarietà dell’accaduto.

Se causi un danno da un milione di euro, un tribunale ti obbligherà a pagare un milione di euro.

Anche se non ce li hai, anche se questo vuol dire vendere la casa, cedere il quinto dello stipendio o indebitare i tuoi eredi.

È quello che succede in caso per esempio di lesioni gravi che causano la disabilità, o addirittura il decesso di una persona. E se la persona in questione ha una famiglia, la famiglia ha il diritto di chiedere il risarcimento per danno patrimoniale, morale, esistenziale e biologico, come ho spiegato in questo articolo.

Le conseguenze patrimoniali di un episodio banale possono distruggere la vita di un’intera famiglia.

E se il dovere di ogni capofamiglia è proteggere i suoi cari, allora significa che il suo dovere è farli vivere sempre al riparo da questa legge corretta ma crudele.

Ecco perché la polizza di Responsabilità Civile viene spesso venduta come “protezione per la famiglia”: perché le conseguenze di un risarcimento ricadrebbero inevitabilmente su tutta la famiglia.

Ma in realtà definirla semplicemente “Polizza capofamiglia” è riduttivo.

Non sono fan delle soluzioni “buone per tutti”, ma in questo caso si tratta veramente di una protezione che dovrebbe avere qualunque cittadino italiano maggiorenne.

Perché provocare un danno può capitare a tutti. E questo significa che chiunque potrebbe essere condannato a un risarcimento devastante.

Lo so, considerare seriamente questa possibilità è difficile e spiacevole.

Anche perché con ogni probabilità sei un tipo prudente, ti comporti in modo responsabile, rispetti le regole ed eviti situazioni inutilmente rischiose.

Perché dovresti tutelarti con una polizza, quando c’è la tua prudenza?

Chi mai dovresti danneggiare, giusto?

Se sei come me, probabilmente questi sono i primi pensieri che ti vengono in mente quando pensi al rischio della responsabilità civile.

Ovviamente è inutile ricordare qui quanto la fallibilità sia una condizione umana. Perché in teoria sappiamo tutti benissimo che non siamo infallibili, ma nella pratica gli esseri umani sono progettati per considerare se stessi eccezioni al di sopra della media.

In realtà sarà capitato anche a te, come a tutti, di provare l’imbarazzo di rompere un bicchiere o un piatto mentre eri ospite a casa di altri. Chiunque, prima o poi, danneggia qualcosa senza volerlo.

Ma ipotizziamo pure che quella sensazione di vergogna e disagio per aver combinato un guaio ti sia del tutto estranea.

Facciamo finta di essere certi che in futuro non farai mai accidentalmente del male a nessuno, né danneggerai mai proprietà altrui.

Ebbene, anche se avessi questa certezza - che nessuno può avere - non avresti la certezza che non sarai mai responsabile di un danno.

In che senso?

Nel senso che il concetto di “responsabilità” è diverso dal concetto di “colpa”.

Molto spesso le persone non si proteggono dalla responsabilità civile perché sono sicure che nella loro vita non faranno mai niente di male. Ma la cosa più difficile e più controintuitiva da capire quando parliamo di responsabilità civile è che “essere responsabili” di un danno non significa per forza “provocare un danno”.

Si può essere responsabili di qualcosa che accade senza nostre colpe.

Di certo non puoi controllare il vento, ma se un colpo d’aria stacca una veneziana dal tuo balcone e la veneziana colpisce qualcuno o qualcosa, la responsabilità è tua.

Se tuo figlio invita un amico a casa vostra, e mentre giocano quello cade dal divano e sbatte la testa contro uno spigolo, la responsabilità è tua.

Se la tua lavatrice si guasta, allaga l’appartamento di sotto e rovina il parquet, la responsabilità è tua.

In casi come questi, a nessuno basterebbero delle semplici scuse.

Ma per quanto gli aspetti economici della responsabilità civile siano rilevanti, esiste un altro aspetto che personalmente ritengo altrettanto importante.

Perché se anche tu cerchi di insegnare ai tuoi figli l’importanza di chiedere scusa quando si sbaglia, evidentemente è perché credi che vivere in pace e armonia con gli altri sia un valore importante.

L’assicurazione contro la responsabilità civile, in questo senso, è una protezione unica nell’intero panorama assicurativo.

Con una polizza RC non proteggi solo te stesso e la tua famiglia: proteggi anche il tuo prossimo. I tuoi vicini di casa, i tuoi compagni di volontariato, i tuoi amici, gli sconosciuti che incontri sulle piste da sci o che ti attraversano la strada.

La RC infatti è una tutela a doppio senso.

Da un lato permette a te che hai provocato un danno economico di non subire le conseguenze risarcitorie del tuo sbaglio.

Dall’altro permette a chi ha subito un danno di ottenere un trattamento giusto, anche se il responsabile non avrebbe denaro sufficiente.

Questo aspetto, a dire il vero, mi sembra più importante ancora di quello economico.

Perché certo, ritrovarmi sommerso dai debiti per avere causato un’invalidità, un decesso, o una perdita patrimoniale sarebbe terribile. Ma concedimi uno slancio sincero, per quanto un po’ retorico: non farei mai male a qualcuno, ma se dovesse capitare, farei tutto quanto è in mio potere per aiutare concretamente le vittime del mio sbaglio.

Se anche tu hai questa stessa preoccupazione, ora sai che l’assicurazione per la Responsabilità Civile ti dà questa possibilità: ti permette di aiutare.

La polizza di Responsabilità Civile, in breve, è un modo di affrontare la vita sociale.

Se invece non hai questa preoccupazione, l’enormità del rischio finanziario a cui ti espone l’articolo 2043 dovrebbe di per sé essere una motivazione sufficiente per incoraggiarti a mettere in salvo una volta per tutti il tuo patrimonio.

In conclusione, qualche suggerimento pratico su come orientarti per coprire questo rischio.

Come ti ho detto, queste polizze vengono spesso presentate come soluzioni dedicate alle famiglie, nonostante non proteggano la famiglia bensì il suo patrimonio. Questo significa che la protezione contro la Responsabilità Civile è una tutela che spesso trovi incorporata in altri prodotti (tipicamente le polizze casa).

In questi casi devi fare molta attenzione agli ambiti di copertura: può accadere che ti propongano per esempio coperture limitate all’ambiente domestico, alle sole responsabilità del proprietario di casa, oppure che escludano alcune circostanze che sono invece molto importanti (una su tutte, l’affido temporaneo dei minori).

Qualunque sia la tua scelta, l’importante è che tu ti protegga sempre e in tutti gli ambiti coinvolti nella responsabilità civile: quando sei in casa, quando sei per strada, quando sei al lavoro, quando fai volontariato, quando fai sport e così via.

Se vuoi saperne di più, e scaricare anche le tabelle comparative per le polizze di Responsabilità Civile, puoi scaricare il nostro pdf Piccolo dizionario assicuratese - italiano.

Foto di Hussain Badshah su Unsplash

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