Insurance BUSINESS PLAN FAMILIARE Blog Risorse Chi siamo Contatti
I 3 veri motivi per cui pensi di non risparmiare abbastanza e come rimediare senza chiedere un aumento o mangiare pane e acqua.

I 3 veri motivi per cui pensi di non risparmiare abbastanza (e come rimediare senza chiedere un aumento o mangiare pane e acqua).


I 3 veri motivi per cui pensi di non risparmiare abbastanza e come rimediare senza chiedere un aumento o mangiare pane e acqua.
·by · 1 comment

"Ma come abbiamo fatto a spendere così tanto?"
"Cosa sono questi 376,52 € del 17 ottobre?"
"Il mese prossimo cosa dobbiamo pagare?"
"Dobbiamo stare più attenti"
"Certo che 48 € di Sky, ma alla fine tu lo guardi?"

Quelle che hai appena letto sono le conversazioni che avvengono nelle case degli italiani al cospetto dell'estratto conto mensile.

Se anche tu tieni d'occhio il tuo bilancio familiare, forse ti sarà capitato di usare queste espressioni. O forse hai il sangue più caldo del mio, e ami un linguaggio più colorito. In ogni caso, si tratta di espressioni piuttosto democratiche, comuni a famiglie di qualsiasi tipo ed estrazione sociale: monoreddito, benestanti, con figli, senza figli, mononucleari e così via.

E per saperlo non ho piazzato cimici negli appartamenti degli italiani (nel caso gli agenti garanti della privacy stiano leggendo questo articolo).

Ho solo messo nero su bianco quello che anche una ricerca di Oval - Jeme Bocconi ha confermato qualche giorno fa - ma che non aveva bisogno di una ricerca di Oval - Jeme Bocconi per essere immaginato:
si risparmia sempre meno di quanto si vorrebbe.

Per la precisione, il 75% degli intervistati ha dichiarato di risparmiare meno di quanto vorrebbe.

Eppure, secondo la stessa ricerca, "l'ISTAT registra nel secondo trimestre dell'anno un aumento del +1,3% del reddito disponibile delle famiglie con una crescita dei consumi dello +0,1% ed una propensione al risparmio in crescita al 8,6%".

In pratica risparmiamo di più. Ma ci sembra di non fare abbastanza.

È davvero così? Il tuo risparmio è davvero meno di quello che vorresti?

Non rispondere subito. Lascia che prima ti faccia una domanda:

Quanto ti piacerebbe risparmiare? O meglio, quanto avresti bisogno di risparmiare?

Te lo dico subito: la trappola peggiore nella quale puoi cadere è rispondere "Il più possibile". Non è una risposta che può aiutarti a vivere meglio, semplicemente perché è una risposta che andrebbe bene per chiunque, in qualunque momento: anche un miliardario potrebbe rispondere che gli piacerebbe risparmiare "il più possibile".

"Risparmiare il più possibile" significa nella maggior parte dei casi fare - cito la ricerca - "piccole rinunce casuali nel quotidiano, o addirittura il semplice residuo al netto di tutte le spese mensili", e farle per una sola ragione: perché nella vita non si sa mai.

Questo "non si sa mai" non è un vero obiettivo di risparmio. È semplicemente l'origine di uno stato emotivo in continuo allarme che alcuni si portano dietro per tutta la vita, a prescindere da quanti soldi faranno.

Il punto è che puoi vivere serenamente la tua condizione economica, qualunque essa sia, ma devi uscire da questo stato di allarme continuo.

Devi cioè eliminare le 3 vere cause per cui pensi di non risparmiare abbastanza:
- Il tuo risparmio è casuale;
- Non hai un obiettivo;
- I tuoi risparmi sono l'unica salvezza per le emergenze.

Per farlo puoi seguire un semplice percorso in tre passi.

Primo passo: stabilisci un obiettivo di risparmio

L'assenza di un obiettivo è la prima ragione di insoddisfazione nei confronti del denaro che riusciamo ad accantonare. Non sai per cosa stai mettendo da parte i soldi, perciò ti sembrano sempre troppo pochi. Anche se magari poi non li usi.

Per fortuna questa è la parte più facile di tutto il percorso, e probabilmente anche quella più divertente: dopotutto, si tratta di stabilire quello che vorrai fare nella tua vita.

Un vero obiettivo di risparmio è qualcosa di concreto e reale: un acquisto, un viaggio, un investimento, un progetto e così via.

Per esempio:
- Ristrutturare casa;
- Mandare all'università il figlio;
- Aiutare i figli a mettere su famiglia;
- Comprare un appartamento da mettere a reddito.

Obiettivi del genere possono essere tradotti in un numero concreto. Con un numero concreto avrai un punto di riferimento oggettivo per stabilire quanto sei vicino al tuo obiettivo, ossia, in altre parole, se il tuo risparmio è sufficiente o no.

Quando avrai il tuo "piano di battaglia" per arrivare all'obiettivo, dovrai pensare a difenderlo da ciò che potrebbe interferire.

Secondo passo: risparmiare la cifra giusta

Anche in questo caso ti serve un numero da cui partire, ovvero la differenza tra il tuo reddito e i tuoi consumi.

Ci sono diversi modi per trovare questo numero, e diversi livelli di dettaglio. Online trovi software per il bilancio personale che ti possono aiutare in questo compito.

Come accennavo più sopra, non basta guardare il tuo estratto conto a fine mese e vedere se ha il segno + o il segno -. Ti servono dati un po' più dettagliati, perché le spese oscillano continuamente. L'ideale è avere un'idea di quale sia il tuo risparmio annuale.

Quando lo conoscerai, avrai trovato un primo dato, molto grezzo. Infatti non si tratta di denaro che puoi destinare interamente al risparmio per il tuo obiettivo, ma devi ulteriormente suddividerlo in due impieghi distinti:

  • Le spese per gli imprevisti;
  • L'accantonamento per il tuo obiettivo.

È qui che le cose si fanno un po' più complicate, perché per organizzare il tuo risparmio e arrivare ai tuoi obiettivi non basta questa divisione di massima.

Perché il grosso problema di tre italiani su quattro è la convinzione che i risparmi servano ad affrontare gli imprevisti. Questa convinzione li spinge a non suddividere il loro risparmio annuale nei due impieghi visti sopra, ma a mettere invece tutto in un unico calderone. Il risultato è che per imprevisti e risparmio hanno una perenne liquidità, un unico conto in banca che ai loro occhi è sempre troppo misero:

Come è fatto un bilancio familiare non organizzato

Questo tipo di comportamento finanziario è radicato in una certa cultura economica "casalinga" che ci ha insegnato che alle cose ci si pensa quando capitano.

Ma non c'è niente di più sbagliato.

I nostri risparmi servono a raggiungere i nostri obiettivi.

L'accantonamento per i nostri obiettivi deve crescere costantemente nel tempo, mentre il fondo per gli imprevisti deve rimanere sostanzialmente invariato.

Questo ti permetterà di avere un accumulo progressivo che non si fermerà mai, neanche in caso di imprevisto.

Il terzo passo è quindi stabilire la cifra giusta da dedicare al fondo per gli imprevisti.

Terzo passo: annulla il rischio di imprevisti

I soldi che hai messo da parte saranno abbastanza, se avrai un imprevisto? La risposta è abbastanza scontata: dipende dall'imprevisto.

Di conseguenza, il tuo fondo per gli imprevisti deve essere diviso in due partizioni distinte:
1. La liquidità per affrontare i piccoli imprevisti, come la macchina che si rompe, gli elettrodomestici da sostituire, i piccoli incidenti quotidiani e così via;
2. La protezione dai grandi imprevisti, ovvero quegli avvenimenti che vanno largamente al di là del tuo reddito, dei tuoi risparmi, e di qualunque fondo per le emergenze che sarai mai in grado di costruire.

Ciò che rimane al di fuori di questi "fondi" è la cifra che puoi effettivamente risparmiare, ovvero accumulare nel tempo senza timore di doverci mettere mano:

Grafico-bilancio-familiare-organizzato.jpg

Ricapitolando:

  • I consumi sono le spese di cui non puoi fare a meno, e che rappresentano i costi fissi del tuo stile di vita. Certamente puoi contrarli, ma fino a un certo punto. Il primo compito del tuo reddito è sostenere questi consumi;
  • La liquidità per i piccoli imprevisti sono i soldi che lasci sul conto in banca nel caso dovessi affrontare spese non previste: a differenza dei consumi, queste spese non sono preventivabili e quindi un "cuscinetto" di sicurezza è indispensabile;
  • La protezione per grandi imprevisti è una piccola parte dei tuoi risparmi che serve ad "acquistare" la sicurezza di essere in grado di affrontare situazioni che andrebbero al di là delle tue forze economiche;
  • Il risparmio è la parte di reddito che puoi serenamente mettere da parte senza timore di averne bisogno all'improvviso, ed è l'unica parte che dovrebbe crescere con continuità.

Se organizzerai in questo modo le tue risorse, il tuo risparmio - piccolo o grande - comincerà ad accumularsi progressivamente senza il rischio di essere annientato o gravemente compromesso da qualche evento inaspettato.

Una volta che avrai costruito la tua personale "ruota delle risorse" saprai con certezza in quanto tempo potrai raggiungere l'obiettivo del tuo risparmio, senza il timore che i tuoi risparmi non siano sufficienti in caso di emergenza.

Come impostare la protezione dai grandi imprevisti

Se hai seguito fino a qui, hai capito che identificare gli eventi potenzialmente in grado di annientare i nostri risparmi è un'operazione fondamentale per la sicurezza economica di qualunque famiglia o persona.

Questi rischi non sono gli stessi per tutti, e dipendono dalla tua situazione: dal tuo stato di famiglia, dalla tua condizione professionale, dall'età, dalla tua situazione abitativa e così via.

Esistono però 4 tipi di rischio "di base" (3+1) che devi necessariamente proteggere per mettere al sicuro il tuo progetto di vita.

Sono rischi a cui siamo esposti tutti, e che vanno protetti secondo le possibilità di ciascuno:

1. Indebitamento per danno a persone

Una sola piccola svista può dare luogo a richieste di risarcimento che indebiteranno te e i tuoi eredi.

Basta la distrazione di un attimo, mentre si attraversa la strada, per provocare un incidente stradale; basta un oggetto che tu, tuo figlio o un colpo di vento facciate cadere fuori dal balcone per ferire gravemente una persona. O addirittura provocarne la morte.

Sono casi non dolosi, ma anche se non c'è intenzionalità ti troveresti davanti al giudice di pace. E sentenze civili del genere potrebbero obbligarti a risarcire cinque diversi tipi di danno:

  • Danno emergente: corrisponde all'ammontare dei danni diretti che hai causato;
  • Lucro cessante: è la quantificazione dei soldi che a causa dell'incidente la vittima non potrà più guadagnare;
  • Danno biologico: è il costo dell'invalidità permanente provocata;
  • Danno morale: è il costo dei danni psichici provocati;
  • Danno esistenziale: è il prezzo per avere peggiorato la vita alla vittima

Si tratta di risarcimenti pesantissimi, in grado di distruggere interi patrimoni e provocare indebitamenti per diverse generazioni.

2. Perdita del reddito per grave invalidità

Quando parliamo di "grave invalidità" intendiamo condizioni che non solo impediscono alla persona di continuare regolarmente a lavorare, ma obbligano anche il suo nucleo familiare a sostenere importanti spese per cambiare il proprio modello di vita: l'abitazione andrebbe per esempio adattata a nuove necessità, potrebbe essere necessario il supporto continuativo di personale sanitario specializzato e probabilmente ci sarebbero nuove spese da affrontare.

3. Pensione senza soldi

Questo non è un rischio: è una certezza. Facciamo fatica a rendercene conto perché le pensioni di oggi vengono ancora erogate in base all'ultimo stipendio. A partire dal 2035 (o forse anche prima, ma nessuno oggi può dirlo con certezza) questo non accadrà più: la tua pensione annuale sarà il risultato dei contributi che hai versato (il 33% del tuo stipendio annuale, e ancora meno se non sei dipendente), moltiplicato per un coefficiente che oggi per un 67enne è 5,604%.

In pratica, chi andrà in pensione a 60 anni avendo lavorato per 37 con uno stipendio di 1.730 € mensili, si ritroverà con una pensione da 1.091 € al mese.

+1. Perdita di un reddito per morte prematura

Quando si pensa alla perdita di un reddito di solito si pensa alla perdita del lavoro. È in effetti una possibilità, per la quale lo Stato prevede i sussidi di disoccupazione.

Ma la perdita del lavoro è un evento temporaneo, al quale si può porre rimedio in tempi più o meno accettabili, a seconda della singola situazione.

L'evento più grave è invece la scomparsa prematura di chi con il suo reddito contribuisce attivamente al mantenimento del nucleo familiare.

Questa situazione, chiaramente irreversibile, può distruggere lo stile di vita di una famiglia già provata dal decesso, che dovrebbe quindi anche affrontare problemi economici molto seri.

Ho segnato questo rischio con il +1, perché a questo rischio sono esposte solo le persone che dipendono economicamente da altri: se hai una famiglia che sostieni con il tuo reddito, quindi, eliminare questo rischio significa metterla al sicuro anche nel peggiore dei casi.

Come proteggersi senza sprecare soldi

Un piano assicurativo è l'unico modo per avere la certezza di essere in grado di affrontare economicamente queste eventualità, e quindi dare sicurezza economica al proprio progetto di vita.

Sebbene la tendenza, nel mondo delle assicurazioni, sia quella di proporre prodotti preconfezionati "pronti all'uso", in realtà non esiste un solo modo per proteggersi da questi rischi.

Le polizze devono essere personalizzate, perché le versioni "base" sono in sé strumenti piuttosto grezzi, per diverse ragioni:
- Per attrarre più persone possibili, spesso queste versioni delle polizze hanno garanzie deboli con importanti esclusioni, create apposta per equilibrare il rapporto sinistri/premi che risulterà da una vendita massiva. Di fatto, non è mai chiaro che cosa coprano (anche se a volte sembra il contrario);
- Per tenere i prezzi bassi (e quindi, ancora, attrarre più persone possibili), le prestazioni garantite sono in genere inadeguate a situazioni specifiche, e offrono coperture in alcuni casi insufficienti;
- Per proteggere adeguatamente tutte le implicazioni di un rischio, spesso una polizza non è sufficiente: un'invalidità richiede per esempio almeno due polizze per essere garantita efficacemente;
- Se non sono inserite in un piano assicurativo organico e integrato, diverse polizze possono presentare garanzie che si sovrappongono e che quindi sostanzialmente si pagano due volte.

Per questo ho deciso di metterti a disposizione una consulenza che non parte dall'analisi del prodotto, come fanno tutti i comparatori che puoi trovare online, ma dall'analisi della tua situazione:
- Innanzitutto identifico e quantifico i rischi specifici della tua condizione economica: quali sono quelli che avrebbero più probabilità di verificarsi, quali quelli con la frequenza più potenzialmente dannosa e quali quelli inesistenti, che non ti serve proteggere;
- In secondo luogo adeguo ogni singola garanzia alle tue necessità, cambiando se necessario l'assetto di base della polizza per creare una soluzione personalizzata per te;
- Infine, ti seguo nel tempo monitorando costantemente le tue esigenze, per aggiungere o eliminare le garanzie che nel corso della tua vita si renderanno necessarie o non lo saranno più.

In ogni caso avrai sempre presente la tua "mappa" personale, e saprai esattamente quanti soldi potrò darti in caso di imprevisto, per cosa e con quali modalità.

Avrai la tranquillità di chi non può tornare indietro ma solo andare avanti:

- Disporrai liberamente dei tuoi risparmi senza metterli nel salvadanaio del "non si sa mai";
- Saprai esattamente quanto tempo ti servirà per arrivare agli obiettivi che ti sei prefissato;
- Potrai affrontare spese che in questo momento potrebbero metterti in gravi difficoltà e cambiare per sempre la tua vita.

In questo modo avrai il pieno controllo delle tue finanze, e quindi della tua vita: la tua situazione economica non potrà mai peggiorare per colpa di qualcosa che non potevi prevedere, e il futuro tuo e dei tuoi cari diventerà all'improvviso certo e luminoso come il sole.

Tutto quello che devi fare è prevedere esattamente quali sono i centri nevralgici della tua vita in questo momento e metterli sotto chiave. Non per oggi o per il prossimo anno, ma per sempre.

Ho sviluppato un sistema grazie al quale puoi ottenere questa consulenza anche a distanza: tutto quello che devi fare è compilare il questionario conoscitivo e darmi le informazioni essenziali per tracciare il tuo profilo economico.

A quel punto potremo stabilire insieme una strategia assicurativa che metta al sicuro le finanze tue e della tua famiglia.

Se l'offerta ti interessa, sappi che è completamente GRATUITA, ed è a un solo clic di distanza.

Fai il tuo piano assicurativo

Compila il questionario conoscitivo per ottenere le informazioni su come proteggere i tuoi risparmi nel modo più efficace possibile.

Vai al questionario

A presto.

Foto di Daian Gan su Pexels

Info

G. e C. A. s.a.s. di Chiani Sandro e dott. Andrea Covini

via Ludovico Muratori 30
20135 Milano

RUI A000012305
G. e C. A. s.a.s. è soggetta alla vigilanza IVASS e i suoi dati sono consultabili sul Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi.

PI 10555900157
PEC gecapec@pec.it

Dettagli Contatto

E-mail address:
geca@gecaconsulenze.com

(+39) 02 54123880

G. e C. A. s.a.s. di Chiani Sandro e dott. Andrea Covini

Telefono: (+39) 02 54123880

ORARIO APERTURA UFFICIO: Lunedì - Giovedì 08:30 - 13:00 / 14:00 - 17:30 Venerdì 08:30 - 13:00 / 14:00 - 15:00